giovedì 29 settembre 2011
Happy Birthday Mr. President
mercoledì 28 settembre 2011
Diamoci un taglio
Gli uomini non dovrebbero avere i capelli più lunghi delle loro mogli. Non fraintendetemi: non voglio dire che gli uomini devono avere sempre i capelli corti e la barba appena rasata. Il punto è che non sopporto di vedere quelle coppie lui con la coda o, orrore, il codino, magari su una bella piazzetta in via di formazione e lei con i capelli ultracorti tipo apocalisse post nucleare (che poi: se c'è una apocalisse nucleare chi ha il tempo di andare dal parrucchiere?). Ad un certo punto bisognerebbe mollare il colpo, capire che l'età per certe cose è finita altrimenti si rischia di essere improbabili o, peggio, ridicoli. Allora, perché non prendere come spartiacque il matrimonio? Ti sei sposato, magari farai dei figli, hai messo la testa a posto, già che ci sei metti anche a posto la testa. Tutti vorremmo sempre essere originali, fighi e cool ma ad una certa età bisognerebbe capire che essere originali, fighi e cool non è poi così importante, o meglio, che le strade per essere originali, fighi e cool non passano più per una cavelada improponibile.
Rassegnatevi: una fluente coda ingrigita non aggiunge niente alla vostra splendida personalità.
PS: questo post si unisce idealmente alle crociate di questo uomo, che secondo me è un grande anche se non ho il piacere di conoscerlo di persona.
domenica 25 settembre 2011
martedì 20 settembre 2011
Etica minima
venerdì 16 settembre 2011
Una mattinata passata in allegra compagnia
lunedì 12 settembre 2011
Una partita
La vita è un gioco. Quello che ho imparato questa estate è il fatto che sarebbe bello divertirsi mentre lo si gioca perchè a fine partita non si vince niente e si perde tutti. A meno di non avere una fede incrollabile, si intende, ma in ogni caso meglio essere stati contenti di qua che poi per il di là ci pensiamo. Ora, il punto è: a che gioco stiamo giocando? Più il tempo passa e più mi pare che la vita sia un grande backgammon. Avete presente, no, quel gioco con le punte rosse e nere che i ricchi cattivi dei film giocano in barca. Il bello è che pur essendo un gioco d'azzardo, la fortuna conta fino ad un certo punto e un bravo giocatore batterà uno inesperto quasi sempre a meno di botte di culo clamorose. La bravura sta nel trarre il meglio dalle situazioni ben sapendo che un tiro di dadi sfigato può capovolgere le sorti della partita. Il problema, però, è che nel life-backgammon ogni tanto qualcuno si siede al tavolo, si intromette nel gioco e da giocatore diventi pedina. La tua vita dipende dalle scelte casuali di un'altro. E' questo aspetto a rendere la vita così imprevedibile ma anche terribilmente ansiogena? Io dico di sì.
O almeno, questa è la mia onesta opinione
