martedì 14 febbraio 2012

Un amore

Nel caso voleste festeggiare degnamente questa giornata potete andare a vedere (o rivedere) questo

domenica 22 gennaio 2012

Genio e Regolatezza

Il caso di questa ragazzina che ha fatto il giro del mondo in solitario e che rischia di essere affidata ai servizi sociali perché lasciata dal padre in stato di abbandono (più abbandono di così...) mi suscita una serie di riflessioni.
Da un lato c'è, evidentemente, una persona che dimostra una dote particolare in un campo specifico. Un genio potremmo dire. Una specie di Mozart della vela. Una ragazza che potrebbe fare (e che ha già fatto) grandi cose in campo sportivo. Dall'altra parte c'è un giudice che vuole che la ragazza stia a casa, studi e si comporti come tutti.
Istintivamente, penso che tutti parteggiamo per la ragazza. Il genio contro l'oscurantismo, il successo contro la mediocrità. La grandezza dell'oceano in solitario contro la ristrettezza dell'ufficio di un burocrate che immaginiamo grigio e triste.
Dopo aver letto l'articolo, però, mi sono venuti altri pensieri.
Solitamente noi "grandi", e soprattutto noi grandi che siamo coinvolti nella formazione dei giovani, regoliamo le nostre azioni partendo dall'assunto che noi sappiamo cosa è meglio per i ragazzi. L'obiezione ricorrente che ci si sente fare quando si insegna è: "Ma a cosa serve questa roba?". A questo punto ognuno tira fuori il meglio della sua pedagogia ma alla fine la risposta è "Fidati, più avanti capirai; il mondo è più complicato di quello che pensi tu questi sono gli attrezzi per interpretarlo".
Allora mi domando: perché questo non dovrebbe valere anche per la giovane velista. Lei oggi vede la sua barca e basta. Noi però sappiamo che il mondo dello sport è pieno di incognite. Potrebbe succederle qualcosa per cui potrebbe non poter più regatare. Cosa succederebbe in quel caso? Potrebbe anche andarle tutto bene, diventare ricchissima grazie agli sponsor e a 30 anni vivere di rendita. Ma che tipo di persona sarebbe una che a stento conosce tutto solo di una cosa? Quali rapporti umani potrà avere una persona che passa gli anni cruciali della sua crescita da sola, senza il contatto reale con suoi coetanei, vivendo in un mondo di adulti?
Penso che il giudice che la vuole a scuola sia mosso proprio dalla convinzione che una vita normale sia la cosa migliore per una ragazzina, anche se questo significa una certa dose di mediocrità.
Penso che la discussione debba essere: è giusto voler applicare a tutti i costi ciò che è ritenuto giusto per un ragazzino "medio" a chi, evidentemente, medio non è?
Questo è un problema che in una classe si riscontra spesso: come gestire quell'allievo che finisce sempre 10' minuti prima degli altri e che passa le ore ad annoiarsi? Ma chi può dare la patente di genialità? E davanti alla singolarità di ogni caso, di ogni persona, come si fa a decidere cosa fare se non si ha un valore medio a cui riferirsi?
Resta il fatto che se Mozart fosse stato sottratto al padre approfittatore e affidato ai servizi sociali oggi avremmo molta meno buona musica e un borghese austriaco in più.
Il punto allora diventa: abbiamo più bisogno di Mozart o di persone normali?

O, almeno, questa è la mia onesta opinione.

Un primo


SUGO CON I CARCIOFI DI A. B... QUALCOSA

Ingredienti per 4 persone:

-6 carciofi
- 1/2 finocchio
- 2 spicchi d'aglio
- 1 cipolla
- 1 bicchiere di vino bianco secco
- 2 cucchiai d'olio (circa)
- prezzemolo


Sbucciare la cipolla e soffriggerla nell'olio. Pulire e tagliare a fettine i carciofi, tritare il finocchio e l'aglio (a pezzi grandi se lo si vuole eliminare a fine cottura). Aggiungere il tutto alla cipolla e cuocere per 10' unendo anche il vino. Regolare di sale e di pepe.
Volendo fare i fighi, frullate metà del sugo quindi usate la parte frullata per saltare la pasta e l'altra metà per guarnire il piatto. Servire spolverizzando con il prezzemolo tritato.

PS: una regola vorrebbe che il vino usato per cucinare sia lo stesso che poi si beve a tavola. Il buon senso dice di non impiegare vini pregiati per cucinare. Regolatevi un po' voi. Io vi ho avvertito.

lunedì 26 dicembre 2011

Un film

Ieri sono andato a vedere Sherlock Holmes 2 al cinema. Devo dire che il primo non era un granché ma questo è infinitamente peggio. Vediamo prima i pochi pregi.
C'è il tentativo di rendere il personaggio più attuale (anche se si continua a confondere attualità con cazzoneria ma questo è un male della nostra epoca che confonde Corona con una star)e soprattutto più aderente ai racconti di Conan Doyle: Sherlock Holmes non è un dandy mollaccione, o meglio non solo questo: è anche un morfinomane depressoide capace di sparire per giorni e di ritornare malconcio dalle sue avventure nei bassi fondi. Il film cerca di rendere questi aspetti, anche se spinge troppo su quelle che sarebbero caratteristiche secondarie del personaggio. Infine, c'è una certa simpatia per gli attori che interpretano i personaggi con autoironia.
Sull'altro piatto della bilancia, invece, vanno messi:
- dialoghi fra Holmes e Watson che vorrebbero essere brillanti e spiritosi ma che sembrano piuttosto i battibecchi fra due vecchie zie zitelle inacidite.
- Decine di scazzottate, al rallenti, esplosioni, al rallenti, flashback, indovina un po'? Al rallenti. Alla fine il film dura 2 ore e 10' di cui metà al rallenti che viene spacciato per azione. Qualcuno dovrebbe spiegare a Guy Ritchie che "azione" non è ripetere ogni scena due volte e che il rallenti effetto matrix alla terza volta stufa come la panna sulla torta.
- Ancora, non è che io sia fissato con la verosimiglianza di un film e sono disposto a sospendere la credulità e finanche accettare errori e svarioni (anzi, spesso neanche me ne accorgo) ma c'è un limite a tutto. Solo un paio di esempi: nella fabbrica di armi dei cattivi si costruiscono armi che sembrano venute fuori dalla II guerra mondiale. Sempre nella stessa fabbrica, si apre una porta e si trovano i piani di guerra e un bel plastico per invadere la Francia. Dico, non nel quartier generale dell'esercito tedesco ma in una fabbrica di armi. Come se all'eni tenessero i piani per bombardare la Libia. Insomma, nel film serpeggia costantemente un senso di modernità travestita di antico che fa risultare il film falso. Se ad un certo punto Watson tirasse fuori un ipad di legno non ci si stupirebbe più che tanto. Velo pietoso (1) sulla caratterizzazione degli zingari (che almeno non vengono chiamati rom) così pittoreschi, anarchici (non come voi inglesi sempre attaccati alle gonne della regina) e liberi. Velo pietoso (2) sulle circostanze che dovrebbero convincere lo spettatore della morte di Holmes.

Complessivamente un film in cui tutto è stra-risaputo, stra-visto in mille altri film da 007 alla "Strana Coppia" e in cui chi abbia visto un minimo di film decenti non trova nulla di interessante se non uno specchio della superficialità imperante.
Se proprio volete trovate qualche scena qui

Meno male che il prossimo anno esce "Lo Hobbit"

lunedì 19 dicembre 2011

Un antipasto

Da oggi inauguro una rubrica di cucina nella migliore tradizione blogeristica. Infatti, non c'è blogger che non abbia scambiato ricette.

ARINGA A MODO MIO

Ingredienti:

+ 4 Filetti di aringa affumicati
+ 200 mL di latte
+ Porro (o cipolla)
+ Pepe in grani
+ Ginepro in bacche
+ Olio

Tagliare i filetti di aringa a pezzi di circa 1 cm di lato. Metterli in ammollo nel latte per 12-24 ore (ma anche meno se avete fretta) insieme a parte del pepe e del ginepro pestati in parti uguali. Scolare le aringhe e sciacquarle velocemente sotto l'acqua corrente. Fare sgocciolare bene e intanto preparare un pestato con il pepe e il ginepro (come sopra) e affettare finemente il porro. In un vaso ben lavato e asciutto mettere un po' di porro e un pizzico del pestato. Sistemare i pezzi di aringa nel vasetto e procedere a strati. Ogni tanto aggiungere olio per coprire. Completare l'ultimo strato con il porro e coprire con olio. Chiudere bene e lasciare qualche giorno a riposare in frigo. Da accompagnare con crostini imburrati (meglio se con burro salato) e qualche goccia di limone o lime (se volete fare i fighetti).




P.S.
Se cominciate domani fate ancora in tempo ad averla pronta per la vigilia

venerdì 16 dicembre 2011

Frasi fatte

Se avete dei dubbi sul significato delle frasi:

- "rifarsi una verginità"
- "faccia come il culo"

potete andare a vedere questo.